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Raduno 2019

Gubbio, la “Città di pietra", vanta nel nostro paese, una delle campane civiche più importanti, il Campanone, issato sulla torretta del trecentesco Palazzo dei Consoli, e sonato dagli uomini della Compagnia dei Campanari, un gruppo di appassionati eugubini che, rinnovando una tradizione che si tramanda dal medioevo, muovono questa grande campana del peso di 20 quintali, a forza di piedi, fino a rovesciarla verticalmente nella tipica posizione ''a bicchiere''.


Fuso il 30 ottobre 1769 dall'aquilano Giovanni Battista Donati, il Campanone di Gubbio suona circa 60 volte l'anno, in occasione delle maggiori festività e ricorrenze, destando sempre ammirazione, non solo per l'armonia della sua voce, ma anche per lo spettacolo creato dalle spericolate evoluzioni dei campanari che, sostenendosi con le sole mani alle corde che pendono dalle volte della cella, si sbilanciano nel vuoto ad oltre 40 metri da terra.

Petizione

Noi tutti riconosciamo alle campane un valore intrinseco di unicità-irripetibilità-inestimabilità, in quanto segno tangibile e distintivo della storia di un luogo, in quanto dotato di una valenza comunicativa di ciò che la sua storia racconta, rappresenta e  testimonia.

Le campane, beni culturali immateriali, devono diventare un valore per tutti, e soprattutto “rispettato” proprio perché sono parte fondante del “capitale culturale italiano” che deve essere sempre più in grado di creare ricchezza intellettiva,  oltre ad essere un eccellente simbolo dell’artigianalità italiana.
Se il nostro stato italiano, in primis si investe  della funzione di promotore diretto della cultura di una nazione attraverso una policy specifica, atta alla conservazione ed alla trasmissione dei beni culturali,  allora avremo raggiunto il nostro obiettivo. Quale? Tutelare in via definitiva i sacri bronzi.

Proposte concrete di politica di governance dei beni culturali in grado di mettere in moto strategie efficienti che, partendo dall’intricato contesto normativo italiano che regolamenta il settore, siano in grado di fungere da raccordo con il nostro straordinario patrimonio di beni culturali.
In una visione globalista, il nostro  patrimonio culturale  - campane comprese - è  portatore di una valenza storica a livello universale: non soltanto i cittadini italiani sono coinvolti nell’interesse della sua  tutela ma anche i cittadini di tutto il mondo.
 
Il primo passo: Petizione per le campane!

Lo scorso ottobre si è tenuto a Pisa, organizzato dall’OPA, un Convegno Internazionale dal tema Grandi restauri “Campanili e Campane.
Tra i vari relatori, eravamo presenti come Federazione Nazionale Suonatori di Campane. L’intervento che ci è stato richiesto, era Suonatori di Campane custodi di una tradizione.

Al termine del Convegno, la Dr.Capponi Gisella Dirigente - Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro  presso il Ministero per i beni  e le attività culturali, ci ha rivolto questa domanda: La Federazione Nazionale Suonatori di campane, che rappresenta le varie modalità di suono manuale esistenti del nostro paese, può farsi portavoce di una petizione a favore della Campane?

Risposta immediata: SI!

Preparato il testo della petizione. E’ stato approvato dall’Opa, e dalla stessa Dr.ssa Capponi.
Ho letto la petizione all’Assemblea presente in sala, chiedendo di votare a favore o meno.
L’assemblea all’unanimità ha approvato. E’ iniziata una raccolta firme tra i presenti. Oggi la stessa raccolta firme prosegue nel sito www.change.org

Adesso tocca a noi, nel coinvolgere amici, conoscenti, chiunque per raccogliere il maggior numero di firme.
Se qualcuno si chiede: e dopo cosa si farà?
C’è un’altra azione importante che seguirà alla raccolta firme, al momento però preoccupiamoci di investire  tutte le nostre forze per far correre veloce la nostra “Petizione per le campane”.

Il Presidente
Eles Belfontali

Castagnè

Castagnè, il rintocco della campana “missionaria”

Da secoli le popolazioni contadine delle vallate circostanti il suggestivo paesino di Castagnè (frazione del Comune di Mezzane di Sotto), situato sulle colline pedemontane della Lessinia orientale, ascoltano il rintocco delle campane collocate nella torre campanaria della caratteristica chiesa dalle antiche origini, forse addirittura romaniche. Quelle campane hanno scandito il ritmo del lavoro nei campi, hanno annunciato la venuta al mondo di un figlio di quelle terre, o la definitiva dipartita di un membro della comunità; e, naturalmente, sono sempre state un fedele richiamo al precetto della messa domenicale e delle celebrazioni festive.  

Era da tempo, ormai, che il campanile richiedeva un intervento restaurativo, sia per la struttura muraria che per il complesso metallico del supporto campanario. Dopo estenuanti trafile burocratico -organizzative, finalmente don Domenico Scolari, parroco nell'Unità Pastorale di Mezzane e Castagnè, ha potuto dare il via ai lavori di ristrutturazione, confidando, per il reperimento dei fondi necessari, certamente nella Provvidenza Divina, la quale, però, opera anche attraverso la volontà umana che si dovrebbe concretizzare nel contributo di enti pubblici e privati e, soprattutto, della comunità parrocchiale.

Si è così presentata l'occasione propizia anche per completare il concerto delle campane, fino ad ora composto da 5 elementi, con l'aggiunta della “sestina”, la più piccola (si fa per dire!) del peso di 218 Kg, la cui fusione bronzea è stata realizzata dalla rinomata Fonderia Allanconi di Crema.

A tale proposito, è proprio il caso di affermare che la disponibilità di Daniele, Sandro e Felice, esperti ed appassionati componenti della squadra campanaria di Mizzole-Montorio, nel seguire minuziosamente la realizzazione della nuova campana così come la messa in funzione dell'impianto campanario, è stata davvero... provvidenziale! 

Com'è tradizione da queste parti, ad ogni campana è stato dato un nome proprio; un concerto tutto al femminile che, in ordine di scala musicale, suona così: Maria Immacolata - MIb3, Anna - FA3, Maria Maddalena - SOL3, Agnese - LAb3, Rosa - SIb3 e Teresa - DO4, l'ultima arrivata. Ed il nome di Teresa, per volontà di coloro che hanno fatto dono della campana alla comunità parrocchiale a cui loro stessi appartengono, è riferito a Santa Teresa di Lisieux, proclamata Patrona universale delle missioni, il 14 dicembre 1927, insieme a San Francesco Saverio. Una campana dal rintocco mansionario, quindi, che con le sue poderose vibrazioni armoniche richiama idealmente ogni battezzato all'irrinunciabile dovere dell'annuncio gioioso del Vangelo. Sotto l'immagine di Teresa di Lisieux incastonata nella campana, è incisa la frase tratta dal Vangelo di Marco (13,3): “se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei cieli”; un bel compito per casa, quello che il Maestro, Gesù, assegna a quanti si affidano al suo insegnamento di vita per costruire un mondo migliore per sé e per gli altri! L'entusiasmo quasi fanciullesco, che si fonde con una tradizionale passione musicale, con cui le squadre di campanari eseguono i loro concerti allietando l'aria di contrade e metropoli, sembra decisamente invitare a questo “ritorno al futuro”, in cui l'innocenza del canto dei bambini, come il greve o squillante rintocco di campane, non può prestare l'orecchio ai... campanilismi, al rancore, alla chiusura nel proprio recinto ideologico e dottrinale, all'indifferenza davanti alle tante povertà vicine e lontane. 

Beppe Magri

30 gennaio 2016

 

 Foto campane

Sestina in chiesa per la benedizione

 

 Prima e seconda

 

 In officina, grazie alle cure di Daniele, sono tornate quasi nuove

 

 Quarta