Campane

 
 

La campana è uno strumento a forma di vaso rovesciato, in bronzo, in grado di produrre squilli sonori quando viene percossa da un battaglio o da un martello. Il bronzo è una lega metallico composta mediamente dall'80% di rame e dal 20% di stagno, due metalli teneri la cui unione nella lega permette di ottenere un materiale di grande durezza qual è appunto il bronzo.

La campana è uno strumento antichissimo, i primi rudimentali esemplari vennero prodotti in Cina nel XIII secolo a.C., mentre nel secolo IV d.C. il vescovo di Nola San Paolino avrebbe utilizzato per primo le campane per scopi religiosi, collocandole in cima alle torri.

Il nome latino campana deriverebbe da Campania, regione dove si trova Nola, ma potrebbe derivare anche da aes campanum, nome con cui era noto il bronzo puro, dotato di elevate caratteristiche di sonorità.

Fino all'epoca rinascimentale i bronzi non avevano un suono ben definito, in quanto non erano ancora stati compiuti adeguati studi sugli armonici e sulla morfologia, che sono elementi fondamentali per una buona resa fonica. I sistemi di suono erano rudimentali, inoltre erano veramente poche le torri che possedevano più di una campana, mancavano quindi sia le motivazioni che i mezzi per promuovere uno studio o per pensare che un gruppo di campane potesse costituire uno strumento musicale.

 

LA FORMA

La forma delle campane più antiche era piuttosto strana se paragonata a quelle moderne, si potevano trovare campane poligonali, come quella conservata a San Zeno Maggiore a Verona, risalente forse al 1149, o campane a forma di elmo, come quella conservata nel Museo di Castelvecchio, sempre a Verona, e risalente al 1081.

Intorno al 1200 si iniziarono a fondere campane razionalmente sagomate, con curvatura tronco conica svasata verso il basso, e con il bordo rinforzato per sopportare meglio i colpi del battaglio.