Castagnè

Castagnè, il rintocco della campana “missionaria”

Da secoli le popolazioni contadine delle vallate circostanti il suggestivo paesino di Castagnè (frazione del Comune di Mezzane di Sotto), situato sulle colline pedemontane della Lessinia orientale, ascoltano il rintocco delle campane collocate nella torre campanaria della caratteristica chiesa dalle antiche origini, forse addirittura romaniche. Quelle campane hanno scandito il ritmo del lavoro nei campi, hanno annunciato la venuta al mondo di un figlio di quelle terre, o la definitiva dipartita di un membro della comunità; e, naturalmente, sono sempre state un fedele richiamo al precetto della messa domenicale e delle celebrazioni festive.  

Era da tempo, ormai, che il campanile richiedeva un intervento restaurativo, sia per la struttura muraria che per il complesso metallico del supporto campanario. Dopo estenuanti trafile burocratico -organizzative, finalmente don Domenico Scolari, parroco nell'Unità Pastorale di Mezzane e Castagnè, ha potuto dare il via ai lavori di ristrutturazione, confidando, per il reperimento dei fondi necessari, certamente nella Provvidenza Divina, la quale, però, opera anche attraverso la volontà umana che si dovrebbe concretizzare nel contributo di enti pubblici e privati e, soprattutto, della comunità parrocchiale.

Si è così presentata l'occasione propizia anche per completare il concerto delle campane, fino ad ora composto da 5 elementi, con l'aggiunta della “sestina”, la più piccola (si fa per dire!) del peso di 218 Kg, la cui fusione bronzea è stata realizzata dalla rinomata Fonderia Allanconi di Crema.

A tale proposito, è proprio il caso di affermare che la disponibilità di Daniele, Sandro e Felice, esperti ed appassionati componenti della squadra campanaria di Mizzole-Montorio, nel seguire minuziosamente la realizzazione della nuova campana così come la messa in funzione dell'impianto campanario, è stata davvero... provvidenziale! 

Com'è tradizione da queste parti, ad ogni campana è stato dato un nome proprio; un concerto tutto al femminile che, in ordine di scala musicale, suona così: Maria Immacolata - MIb3, Anna - FA3, Maria Maddalena - SOL3, Agnese - LAb3, Rosa - SIb3 e Teresa - DO4, l'ultima arrivata. Ed il nome di Teresa, per volontà di coloro che hanno fatto dono della campana alla comunità parrocchiale a cui loro stessi appartengono, è riferito a Santa Teresa di Lisieux, proclamata Patrona universale delle missioni, il 14 dicembre 1927, insieme a San Francesco Saverio. Una campana dal rintocco mansionario, quindi, che con le sue poderose vibrazioni armoniche richiama idealmente ogni battezzato all'irrinunciabile dovere dell'annuncio gioioso del Vangelo. Sotto l'immagine di Teresa di Lisieux incastonata nella campana, è incisa la frase tratta dal Vangelo di Marco (13,3): “se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei cieli”; un bel compito per casa, quello che il Maestro, Gesù, assegna a quanti si affidano al suo insegnamento di vita per costruire un mondo migliore per sé e per gli altri! L'entusiasmo quasi fanciullesco, che si fonde con una tradizionale passione musicale, con cui le squadre di campanari eseguono i loro concerti allietando l'aria di contrade e metropoli, sembra decisamente invitare a questo “ritorno al futuro”, in cui l'innocenza del canto dei bambini, come il greve o squillante rintocco di campane, non può prestare l'orecchio ai... campanilismi, al rancore, alla chiusura nel proprio recinto ideologico e dottrinale, all'indifferenza davanti alle tante povertà vicine e lontane. 

Beppe Magri

30 gennaio 2016

 

 Foto campane

Sestina in chiesa per la benedizione

 

 Prima e seconda

 

 In officina, grazie alle cure di Daniele, sono tornate quasi nuove

 

 Quarta